lunedì 22 settembre 2008

11 Ottobre 2008 TUTTI IN PIAZZA A ROMA

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un'Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l'emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali e nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l'hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente, ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un'altra idea di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E' una risposta che non può tardare ed è l'unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e politica.Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un'opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi:riprendere un'azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell'Europa quale principale protagonista di una politica che metta la parola fine all'unilateralismo dell'amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all'occupazione in Iraq e Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione) ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;imporre su larga scala un'azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli "omicidi bianchi" è necessario intensificare i controlli e imporre l'applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro: lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'Università e alla ricerca, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E' una vera e propria demolizione attuata attraverso un'azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l'introduzione di processi di privatizzazione, e un'offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L'obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l'esercizio dei diritti di cittadinanza. L'affondo è costituito da un'ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;rispondere con forza all'attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell'autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e per quelle relative al proprio destino biologico;sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni, prima fra tutti l'acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo è un'idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un'idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell'esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell'uso delle risorse e l'uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E' fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico;contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l'immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un'opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno.L'attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com'è da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all'attacco a cui è sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali). Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell'offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un'opposizione politica e sociale che abbia l'ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per "fare insieme", al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.A tal fine proponiamo la convocazione per l'11 ottobre di un'iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un'iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è contribuire all'avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.

sabato 20 settembre 2008

Martin Luther King ed il suo sogno


MARTIN LUTHER KING ED IL SUO SOGNO...

« Ho un sogno, che un giorno questa nazione si sollevi e venga fuori ilvero significato di questo credo: “Riteniamo evidenti queste verità: chetutti gli uomini sono creati uguali”. ». Questo in poche parole è stato ilsogno di un grande Uomo.
Martin Luther King è stato un politico, attivista, presbitero battistastatunitense, leader dei diritti civili del popolo afro-americano dicolore. È stato il più giovane Premio Nobel per la pace della storia,riconoscimento conferitogli nel 1964 all’età quindi di soli trentacinqueanni. Il suo nome viene accostato per la sua attività di pacifista a quellodi Gandhi, il leader del pacifismo della cui opera King è stato unappassionato studioso. L’impegno civile di Martin Luther King è condensatonella Letter from Birmingham Jail (Lettera dalla prigione di Birmingham),scritta nel 1963, che costituisce un’appassionata enunciazione della suaindomabile crociata per la giustizia. Unanimemente riconosciuto apostolodella resistenza non violenta, eroe e paladino dei reietti e degliemarginati, Martin Luther King si è sempre esposto in prima linea affinchévenisse abbattuta nella realtà americana degli anni ‘50 e ‘60 ogni sorta dipregiudizio etnico. Si diploma nel 1948 al Morehouse College e dopo esserdiventato pastore battista a Montgomery (Alabama), King si laureò nel 1955in filosofia alla Boston University. Nella sua vita organizzò decine edecine di marce e manifestazioni di protesta, invocando il diritto al votoed altri basilari diritti. Queste rivendicazioni furono in seguito accoltecon il Civil Rights Act e il Voting Rights Act. Celeberrimo è rimasto ildiscorso che tenne il 28 agosto 1963 durante la marcia per il lavoro e lalibertà davanti al Lincoln Memorial di Washington e nel quale pronunciò piùvolte la fatidica frase “I have a dream” (in Italia evocata spesso inmaniera forse impropria ma efficace con: Ho un sogno) che sottintendeva la(spasmodica) attesa che egli coltivava, assieme a molte altre persone,perché ogni uomo venisse riconosciuto uguale ad ogni altro, con gli stessidiritti e le stesse prerogative, proprio negli anni in cui - per dirla conle parole di Bob Dylan - i tempi stavano cambiando e solo il vento potevaportare una risposta. Martin, molte volte fu soggetto ad aggressioni e adoffese molto gravi. Più volte imprigionato, perseguitato dagli ambientisegregazionisti del sud degli Stati Uniti, nel mirino dell’FBI (con il cuicapo J. Edgar Hoover ebbe un rapporto di leale antagonismo), King fuassassinato a colpi d’arma da fuoco prima della marcia del 4 aprile 1968,mentre si trovava assieme alla moglie Coretta Scott King (1927-2006) su unbalcone del Lorraine Motel di Memphis, Tennessee. Il suo assassino, JamesEarl Ray dapprima confessò l’omicidio ma in seguito ritrattò. Nel 1986 èstata istituita una giornata della memoria in onore di M.L.King, dacelebrarsi il terzo lunedì di gennaio, in un giorno prossimo a quello dellasua nascita. Il 18 gennaio 1993 il Martin Luther King Day è stato celebratoper la prima volta in tutti i cinquanta stati degli USA. La celebre canzonePride (In the name of love), tratta dall’album The Unforgettable Fire degliU2 è dedicata a Martin Luther King. Inoltre nel medesimo album della bandirlandese è presente un secondo pezzo ispirato a King, “MLK”, titoloconiato semplicemente prendendo le iniziali del reverendo. Altre canzoniche fan riferimento a lui sono One Vision dei Queen, nel brano di BenHarper Like a king e nell’inedito Super Pop di Madonna (”If I was a heroI’d be Martin Luther”), canzone della sessions di Confessions on a DanceFloor, ma poi non rientrata nella track-list finale dell’album. Nel video“Man in the mirror” di Michael Jackson appare più volte Martin Luther Kingcosì come nella canzone “They don’t care about us” sempre di MichaelJackson viene nominato in questa frase: but if Martin Luther was living hewouldn’t let this be; ancora Michael Jackson, stavolta in HIStory, campionauna parte del celeberrimo discorso “I have a dream”.

Se veramente si dava valore a questo...




SEGUIRE LA PROPRIA STRADA



La vera moralità non consiste nel seguire il sentiero battuto, ma nel cercare ciascuno la propria strada e nel seguirla senza esitazioni. Fatto questo, non ha senso preoccuparsi del risultato dei propri sforzi. I pensieri dovrebbero scivolarci addosso. E la regola del distacco va applicata anche agli errori passati: "Può succedere di inciampare e cadere, ma bisogna rialzarsi e continuare il cammino. "






IMPARARE A REGOLARE L'ENERGIA DEL PENSIERO



L'uso più saggio che si possa fare del tempo libero è fare esercizi per imparare a regolare l'energia del pensiero. Dovremmo pensare i pensieri giusti nel momento giusto, dice Gandhi. Il potere di autosuggestione è così forte che un uomo finisce per diventare quello che crede di essere. Se alimentiamo in noi l'idea della forza, diventeremo di giorno in giorno più forti.






FARE DEL BENE A CHI CI FA DEL MALE



Gandhi non ha dubbi: "La violenza va affrontata con la bontà". A chi ci fa del male, dobbiamo rispondere con il bene. Resistere al male e cercare di opporsi a esso, infatti, porta a un circolo vizioso senza fine, mentre la bontà disarma chi fa il male e rende il mondo migliore. La qualità più alta è il perdono, legato alla virtù suprema dell'amore. Contrariamente a quel che si potrebbe credere, perdonare non significa rinunciare passivamente a reagire: il perdono è una virtù attiva, che si conquista con un lavoro assiduo su se stessi, coltivando una lotta continua contro gli istinti più bassi.






NON GIUDICARE GLI ALTRI



Conosce l'arte di vivere non chi è molto colto, ma chi sa vivere in fratellanza con il prossimo. "Dovremmo imparare a praticare il dharma", dice Gandhi. Il dharma è benevolenza e la benevolenza significa volere il bene degli altri. La prima cosa da fare per imparare l'arte di vivere in amicizia con tutti i nostri simili è eliminare dai propri comportamenti ogni traccia di egoismo. È necessario poi evitare di giudicare gli altri e cercare piuttosto di capirli, mettendosi nella loro prospettiva. Invece di ingigantire gli errori altrui e rimpicciolire i propri, come si fa d'abitudine, bisogna imparare a essere indulgenti con gli altri e rigidi con se stessi e ad accettare con umiltà le critiche, che sono strumenti preziosi per conoscere meglio se stessi e migliorarsi.

Quel che vorrei

Vorrei parlare con un matto, per farmi spiegare la sua teoria di mondo...
Vorrei che il mio mondo fosse come quelli lì...
Vorrei che crescessero fiori sulle teste rasate...
Vorrei che il sole non se ne andasse mai via, perchè la notte nasconde le cose...
Vorrei sognare anche quando sono sveglio...
Hoscoperto solo ora che la notte serve per sognare...
Ed il giorno per realizzare quei sogni...